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UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI ROMA "LA SAPIENZA"

FACOLTA’ DI LETTERE E FILOSOFIA

TESI DI LAUREA

ADRIANA MIGLIUCCI

RELATORE CORRELATORE

PROF. SIMONETTA CONTI PROF. GIOVANNI CALAFIORE

ANNO ACCADEMICO 1996/97

 

 

 

 

 

 

IL QUARTIERE SALARIO
DALLE ORIGINI AL 1961

INTRODUZIONE   

Nei primi quaranta anni di Roma capitale, il territorio esterno alle Mura Aureliane conservò la denominazione di "Suburbio" che aveva fin dai tempi antichi. Sebbene già nell’ultimo ventennio dello scorso secolo fossero iniziate le prime lottizzazioni ed operazioni edilizie in gran parte di questa zona, fu soltanto il censimento del 10 giugno 1911 a sancire la nascita dei quartieri anche se a fini esclusivamente statistici e toponomastici. Si deve far risalire dunque a tale data anche la nascita del Salario, riconosciuta poi a tutti gli effetti così come quella degli altri quartieri il 20 agosto 1921. Venne così delimitata e connotata l’area che si estendeva dalle porte Pia e Salaria fino al ponte sull’Aniene e alla sponda sinistra del medesimo. Il 24 maggio 1926 venne istituito un nuovo quartiere, il Savoia, per suddivisione territoriale del Salario che di conseguenza si ridusse notevolmente.

Dal 1926 in poi il quartiere oggetto di questo lavoro ha assunto la forma di un piccolo trapezio, confinante con i quartieri Nomentano ad est, Savoia (successivamente denominato Trieste) a nord, Pinciano ad ovest e con il rione Sallustiano a sud. Il quartiere Salario è pertanto delimitato dal Piazzale di Porta Pia, da Corso d’Italia, da Piazza Fiume, da Via Salaria, da Largo Benedetto Marcello, ancora da Via Salaria, da Viale Regina Margherita, da Piazza Buenos Aires, ancora da Viale Regina Margherita, dalla piazza ad esso omonima e infine da Via Nomentana fino a tornare al Piazzale di Porta Pia. Lo stemma è "d’azzurro al palo d’argento, col sole sorgente d’oro". Il nome del quartiere deriva dalla Via Salaria, chiamata così dagli antichi Romani per il trasporto del sale da Ostia fin nella Sabina. La toponomastica attiene ai nomi di alcuni dei Caduti a Porta Pia il 20 settembre 1870, di vari capoluoghi di regioni e province italiane, di diverse città e zone un tempo appartenenti alla nostra nazione, di denominazioni locali, di numerosi fiumi italiani, di una città straniera, di un musicista e della regina Margherita. Nella numerazione dei quartieri di Roma capitale, il quartiere Salario è contrassegnato come IV. La sua superficie totale è di mq 490.142.

 
 

 

 
 

Questo lavoro intende dunque ripercorrere la storia dell’urbanizzazione del quartiere Salario per individuare ed analizzare le sue caratteristiche fondamentali. A tale scopo si è suddiviso il lavoro in due capitoli, ossia in due tematiche, che, abbracciando di volta in volta l’arco di tempo intercorso dalle origini del quartiere al 1961, intendono per l’appunto fornire un’interpretazione storica e sociale del medesimo.

Prima di ogni altra considerazione, si ritiene necessario e doveroso spiegare il motivo per cui si è scelto di fissare i due suddetti limiti temporali: affinché il lavoro avesse delle solide fondamenta su cui poter sviluppare un discorso chiaro ed organico, si è rivelato ovviamente opportuno iniziare la trattazione dalle origini, dove per queste si intende il 1870. Dal 20 settembre di quell’anno, Roma subì infatti una radicale trasformazione come poche altre nella sua storia ultramillenaria; l’avvento della Capitale cambiò completamente il volto della città e di ogni sua parte, per cui questo lavoro ha sentito primariamente l’esigenza di rintracciare le origini specifiche del quartiere Salario al fine di interpretare ed inquadrare meglio le sue successive dinamiche di urbanizzazione. Si è invece scelto di concludere il lavoro con il 1961 perché a tale data erano ormai trascorsi non solo novanta anni da quando Roma era stata proclamata Capitale d’Italia, ma anche e soprattutto cinquanta anni dal primo censimento che aveva sancito la nascita del quartiere Salario. Un periodo dunque relativamente breve, ma per quest’ultimo particolarmente denso di novità, di fatti e di cambiamenti talmente rilevanti da richiedere una particolare attenzione ed uno studio a sé.

Il primo capitolo intende ricostruire il paesaggio che nel 1870 caratterizzava l’aerea in cui da lì a poco sarebbe sorto il quartiere Salario. Dopo una necessaria introduzione sulle storiche ville aristocratiche di Roma e del Suburbio, vengono quindi presentate una per una le più importanti residenze allora situate tra la Salaria e la Nomentana. Individuandone caratteristiche, componenti e trasformazioni, emerge come esse siano state il raffinato emblema di un gusto e di una società che la nuova realtà di Roma capitale ha sopraffatto per sempre.

Il secondo capitolo intende invece ricostruire l’aspetto urbanistico ed antropico del quartiere Salario, ossia ripercorrere le vicende più significative della sua edificazione e conformazione sociale. Per intraprendere questo percorso è stato necessario fare prima un’introduzione sulla storia dell’edilizia di Roma capitale attraverso il tormentato iter dei successivi piani regolatori della città. A tale presentazione del contesto generale, segue l’analisi delle specifiche vicende urbanistiche ed antropiche del quartiere Salario. Si è ritenuto a questo punto opportuno suddividere la trattazione del capitolo in due periodi: il primo, riguardante la nascita "spontanea", comprende gli ultimi venti anni dell’Ottocento durante i quali avvenne fuori del piano regolatore del 1883 l’urbanizzazione delle aeree collocate subito al di là di Porta Pia e Porta Salaria; il secondo periodo, riguardante lo sviluppo e il consolidamento, comprende i primi sessanta anni del Novecento durante i quali il quartiere Salario andò espandendosi e conformandosi fino a raggiungere una struttura molto simile a quella attuale.

Nei due capitoli e nell’appendice si è dedicato un ampio spazio a fotografie, tabelle, planimetrie, cartine, tavole statistiche e toponomastiche in quanto strumenti particolarmente idonei a indagare le trasformazioni urbanistiche ed antropiche avvenute nelle diverse fasi storiche.

Questo lavoro intende dunque studiare gli elementi storico-ambientali del quartiere Salario ed interpretarne i significati. Alla base di tale ricerca vi è la consapevolezza che ogni territorio non sia la semplice somma degli elementi in esso presenti, bensì il risultato della loro interazione; risultato, quindi, che muta con il variare del sistema di relazioni. Ne consegue pertanto che anche la conformazione del quartiere Salario viene analizzata e percepita come un processo di successiva stratificazione di elementi antropici, che venendo generati nel corso degli anni per trasformazione ed integrazione ne hanno reinterpretato man mano la forma. Questo lavoro intende perciò ricostruire le fasi più importanti della formazione e dello sviluppo del quartiere Salario, al fine di rintracciarne i significati originari che sono andati in gran parte smarriti con il sopraggiungere di nuove strutture antropiche.

 

 

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